Siamo in finale e siamo i primi nella lista di attesa per un posto in Lega Pro.

Battendo per la terza volta in questa stagione il Pomigliano affronteremo, domenica prossima in campo neutro, la matricola Correggese che avendo già usufruito del ripescaggio non può chiedere la eventuale ammissione alla
categoria superiore.

Prologo

Siamo in finale e siamo i primi nella lista di attesa per un posto in Lega Pro.

Battendo per la terza volta in questa stagione il Pomigliano affronteremo, domenica prossima in campo neutro, la matricolaCorreggese che avendo già usufruito del ripescaggio non può chiedere la eventuale ammissione alla
categoria superiore.

È questo l'esito di questi interminabili spareggi tra le formazioni meglio piazzate tra le partecipanti alla serie D.

Spareggi che non assicurano nulla ma di certo danno una priorità e non è roba da poco per chi arriva al traguardo; la Nostra c'è arrivata con pieno merito avendo battuto Agropoli, San Cesareo, Arezzo e Pomigliano vincitrice della Coppa Italia. Vi basta? In quattro bellissime sfide ha subito solo due reti facendone undici e non ha mai dato l'impressione di soffrire gli avversari.

La partita

Contro un Pomigliano votato a stroncare il gioco, la Nostra armata biancoazzurra ha dettato i tempi di una gara che è stata giocata a ritmi elevati e con continui capovolgimenti di fronte che hanno emotivamente trascinato gli spettatori.

Nella fase di studio subiamo la rete del Pomigliano che, sfruttando una errata chiusura della Nostra, va in gol con Esposito abile a sfruttare un pallone tagliato dalla destra di De Rosa e con la nostra difesa non perfettamente piazzata.

La marcatura mentalmente incide sulle geometrie biancoazzurre. I pensatori sembrano perdere lucidità ma nonostante la frustata, due palloni li mettiamo dalle parti del portiere Di Costanzo; sul primo, l'estremo difensore con un balzo felino sulla linea di porta evita la marcatura di testa del nostro capitano Pellegrino. 

Sulla seconda opportunita la traversa nega a Saraniti la gioia del gol facendo strozzare in gola il grido liberatorio ai presenti; le ripartenze campane ci mettono in difficoltà ma Valenti non corre eccessivi rischi anche perché iniziamo a prendere le misure ai vari Esposito, Suriano, Panico e De Rosa..Cosi il primo tempo scivola lentamente e non ci rendiamo conto come una formazione per certi versi rinunciatara possa trovarsi in avanti per di piu al Tempio. 

L'intervallo è servito a Rigoli per limare l'assetto non snaturandolo; dopo sette minuti di aggressività, la Nostra perviene al pareggio. Un traversone in area viene intercettato dal braccio di un difensore ospite con l'arbitro che non ha esitazioni ad indicare il dischetto.

Dagli undici metri si incarica della battuta "genio" Arena che tira non spiazzando il portiere ma con molta forza. Il pallone viene toccato dal numero uno che però arrendersi non potendolo trattenere; l'equilibrio aritmetico cambia il corso della gara.

L'Akragas prende consapevolezza dei propri mezzi e mette il Pomigliano all'angolo. Aggressione sui portatori di palla avversari, maggiore fluidità sulle corsie esterne e l'entusiamo del pubblico sono le armi letali a disposizione dei biancoazzurri; dopo dieci minuti dal pari ecco giungere il raddoppio di "ariete" Saraniti che appostato sul secondo palo, trova il tempo per incornare una traversone dalla destra salendo più in alto di tutti, quasi al secondo piano. Il Tempio esplode.

L'urlo di gioia arriva negli angoli piu lontani della città. La sveglia dalla pennichella pomeridiana; la "torcida" intona i canti, i cori: il bianco e l'azzurro colorano il Tempio e nessuno osi profanarlo. Il punto esclamativo sulla partita viene messo da Savanarola a tre dal triplice fischio; l'undici piazza di sinistro una palla sul palo più lontano della porta di Di Costanzo chiudendo definitivamente i conti.


Apoteosi finale

Si piange di gioia in campo e sugli spalti. Alcune lacrime scendono dal cielo plumbeo; lassù qualcuno ha tifato anche oggi e non ha voluto perdere la festa. Sugli spalti si grida ancora e il popolo biancoazzurro non vuole andare via, vuole abbracciare i Giganti, vuole toccare gli eroi, vuole godersi lo spettacolo, vuole il nostro Presidente Silvio Alessi, vuole il comandante Pino Rigoli.

Canti e cori per tutti, abbracci, foto, giocatori spogliati e una città ormai presa da una sorta di "follia" collettiva chiamata Akragas. Domenica, otto giugno, vi racconteremo l'epilogo, intanto grazie di cuore Giganti per quello che ci avete dato in questi mesi, noi non lo scorderemo mai.


Ufficio stampa usd Akragas

 

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