Montagnareale-Tusa 1-0, decide Giovenco
MONTAGNAREALE – ARCONIDE TUSA 1 – 0 al 45’ Giovenco
MONTAGNAREALE: Ceraolo, Cadili, Pagano, Biondo (dal 80’ Pizzo Ivan), Ciano, Donzì, Tramontana, Petralia, De Carlo, Pintabona (dal 68’ Olivo), Giovenco. All. Scaffidi
ARCONIDE TUSA: Zito, Musotto, Volo, Pecoraro, Miceli Silvio, Longo Vincenzo (dal 55’ Mazzara), Natoli Giuseppe, Longo Giuliano (dal 75’ Casto), Tumminello, Patti, Tasca. All. Urbano
Arbitro: Costantino Orazio da Barcellona P.G.
Il Montagnareale si aggiudica lo spareggio salvezza con l’Arconide Tusa e torna a sperare in una salvezza certamente da oggi più vicina. Dal canto suo l’Arconide, nonostante l’impegno della società che in questa sosta natalizia ha rivoluzionato la squadra con numerosi arrivi ed anche con un nuovo allenatore in panchina, non è riuscita a far risultato e dopo questa sconfitta vede allontanarsi anche le avversarie più vicine per una eventuale lotta - salvezza, ancora possibile… ma sempre più difficile. I locali guidati da Leo Scaffidi hanno capitalizzato al massimo la staffilata vincente di Giovenco, giunta allo scadere del primo tempo ma, in ogni caso, hanno legittimato il successo anche con una serie di occasioni sempre sventate da Zito, il neo portierino degli ospiti, certamente il migliore in campo dei suoi. Per i tusani buona anche la prova di Musotto, sporcata però dall’inutile gesto di nervosismo nei minuti finali che ha fatto perdere pallone, ritmo e tempo in quello che sembrava essere il momento migliore degli ospiti. Deludente la fase offensiva che è mancata dal tutto tanto che, l’unico tiro in porta, arrivava solo nei minuti finali e tutt’altro che pericoloso per Ceraolo. Per Marcello Urbano, nuovo allenatore del Tusa, c’è adesso il difficile compito di ridare vigoria a quegli elementi oggi apparsi già rassegnati anche perché domenica in casa, con il Caronia, solo un risultato positivo può mantenere viva la speranza e, come lo stesso mister ha asserito: “ E’ in casa che non possiamo più sbagliare e dobbiamo giocarci le possibilità di salvezza!”.
E. C.
Nella foto di Nino Casto un'azione di gioco
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